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Formazione giornalisti, nuovo regolamento e sanzioni
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Formazione giornalisti, nuovo regolamento e sanzioni

Il nuovo regolamento per la formazione dei giornalisti attualmente in vigore ha diverse novità per gli iscritti all'albo che ogni tre anni devono conseguire 60 crediti formativi.

Il regolamento in cui sono citate le relative sanzioni è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia il 15 novembre 2020.

In questo articolo vedremo prima di tutto le novità che interessano i giornalisti impegnati nella formazione professionale continua obbligatoria (in vigore per la categoria dal 2014), in seguito le novità che interessano gli enti formatori e infine le sanzioni per chi non è in regola con i corsi.

Indice

Formazione giornalisti, cosa prevede il regolamento

Ecco i commi nel regolamento per la formazione dei giornalisti che sono stati modificati con alcune novità rispetto a quello precedente:

"L'iscritto è tenuto ad acquisire 60 crediti nel triennio (da distribuire in almeno due anni) dei quali almeno 20 deontologici". 

Art. 2, comma 3

Cosa cambia? Non c'è più il limite di 15 crediti annuali.

I 60 crediti del triennio (di cui 20 deontologici) potranno essere acquisiti anche in due anni (ma non tutti e 60 in un solo anno!).

Ovviamente nulla vieta che si possa far come prevedeva il precedente regolamento (e quindi distribuire i crediti in tre anni), ma per essere in regola ora basterà averli ottenuti in due anni nel relativo triennio.

(Ti ricordiamo che il 1 gennaio 2020 è iniziato il triennio formativo 2020 - 2022 che durerà fino al 31 dicembre 2022; i precedenti sono stati 2014 - 2016 e 2017 - 2019, i prossimi saranno 2023 - 2025, 2026 - 2028 ecc.).

"Gli iscritti all’Albo da più di 30 anni sono tenuti ad assolvere l’obbligo formativo limitatamente all’acquisizione di 20 crediti nel triennio, di cui almeno 10 deontologici da distribuire in almeno due anni".

Art. 2 comma 4

Cosa cambia? Prima il regolamento chiedeva agli iscritti all'Albo da più di 30 anni 20 crediti, tutti deontologici.

Ora invece i crediti chiesti nel triennio sono sempre 20, ma solo 10 deontologici.

"A conclusione del triennio formativo il Consiglio regionale dell’Ordine, sulla base di quanto evidenziato dalla piattaforma informatica che gestisce la FPC, verifica il numero e la tipologia dei crediti maturati. Qualora, a seguito dell’istruttoria compiuta, il Consiglio regionale dell’Ordine accerti l’inadempimento, ne dà segnalazione al Consiglio di disciplina territoriale".

Art. 11 comma 1e 2

Cosa cambia? 

Sostanzialmente nulla, ma il 31/12/2020 è stato il termine ultimo per mettersi in regola per "sanare" la situazione nei trienni precedenti, come si leggeva in homepage sulla piattaforma Sigef a fine 2020:

Formazione giornalisti messaggio Sigef
Formazione professionale giornalisti, messaggio in homepage Sigef

Cose da sapere sulla formazione dei giornalisti

Ci sono poi alcuni articoli del regolamento che sono rimasti invariati rispetto al precedente sulla formazione professionale.

Ecco cosa i giornalisti devono sempre ricordarsi:

Periodo della formazione e assolvimento dell'obbligo

  • Il periodo di FPC si articola in trienni. L’obbligo formativo decorre dal 1° gennaio successivo alla data della prima iscrizione all’Albo. Il credito formativo triennale e la relativa tipologia sono riproporzionati in ragione d’anno.
  • Sono esentati dall’obbligo formativo coloro che sono in pensione a condizione che non svolgano alcuna attività giornalistica.
  • Non è possibile riportare nel computo dei crediti di un triennio quelli eccedenti maturati nel triennio precedente.
  • Il primo triennio di FPC si computa dal 1° gennaio 2014.

Formazione giornalisti, novità per gli organizzatori

I cambiamenti del nuovo regolamento per la formazione obbligatoria dei giornalisti portano anche delle novità per chi organizza i corsi accreditati.

Di solito chi organizza i corsi di formazione sono gli Ordini regionali dei giornalisti oppure gli enti formatori terzi accreditati come Primopiano scrl che dal 2015 è Ente Terzo accreditato per la formazione dei giornalisti.

Vediamo cosa cambia nell'effettiva organizzazione dei corsi in base al nuovo regolamento con le modifiche inserite nell'articolo 3.

I corsi non possono essere associati o abbinati ad attività
che esulano o che comunque non abbiano attinenza con la finalità
formativa (ad es. attività turistiche, viaggi, degustazioni o altre forme di ristorazione).

  • Non sono riconosciuti corsi formativi le conferenze stampa, le visite a musei e mostre, la presentazione di libri, la promozione di prodotti o aziende ed in generale l’attività lavorativa ordinaria o straordinaria svolta dal giornalista.
  • Nel trattare le tematiche sono da escludere approcci di parte
    e tesi unilaterali.
  • Le sedi degli eventi devono essere facilmente raggiungibili, senza che si rendano necessarie spese aggiuntive per la logistica e/o il pernottamento.
  • Eventuali sponsor, diretti o indiretti, non devono assumere
    ruoli nell’evento.
  • Le pause o interruzioni, a qualsiasi titolo, sono escluse dal
    calcolo orario per l’attribuzione dei crediti.
  • I corsi di durata superiore alle quattro ore devono prevedere
    almeno due relatori.

Formazioni giornalisti, quali sono le sanzioni per chi non fa i corsi?

Il nuovo regolamento parla anche delle sanzioni per i giornalisti che non assolvono l'obbligo formativo.

Non è cambiato rispetto alla precedente versione, ma ricordiamo qui le sanzioni, ossia cosa è previsto per chi non consegue i 60 crediti formativi nel triennio e le tempistiche.

  • A conclusione del triennio formativo il Consiglio regionale dell’Ordine, sulla base di quanto evidenziato dalla piattaforma informatica che gestisce la FPC, verifica il numero e la tipologia dei crediti maturati.
  • Qualora, a seguito dell’istruttoria compiuta, il Consiglio regionale dell’Ordine accerti l’inadempimento, ne dà segnalazione al Consiglio di disciplina territoriale.

Nel regolamento non viene specificato di quali sanzioni si tratti, ma, da prassi, sono le sanzioni che può comminare il Consiglio di disciplina territoriale, quindi progressivamente l'avvertimento, la censura, la sospensione e la radiazione.

Sulle sanzioni per i giornalisti che non fanno i corsi di formazione obbligatori, è intervenuto anche il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti (CNOG) con una nota sul proprio sito (qui il documento integrale).

La procedura per le sanzioni è affidata ai Consigli dell'Ordine dei giornalisti regionali e quindi ai Consigli di disciplina territoriali che dovranno:

  • Contestare ai giornalisti interessati l'inadempienza via PEC
  • Iniziare il procedimento prima dagli inadempienti totali (quelli che non hanno mai partecipato a corsi di formazione accreditati, né ottenuto crediti formativi) e poi via via con gli inadempienti parziali, continuando con quelli che progressivamente hanno meno crediti
  • Il Cnog invitava nel 2018 a comminare sanzioni non superiori alla censura per gli inadempienti totali e all'avvertimento per gli inadempienti parziali, visto che si trattava dei primi procedimenti inerenti agli obblighi formativi
  • Per i colleghi che dovessero risultare recidivi e quindi inadempienti all'obbligo formativo anche al termine del secondo triennio (quello 2016 - 2019), si passerebbe alle sanzioni successive seguendo un criterio di proporzionalità.

Un esempio di sanzioni dell'Odg regionale

C'è stato anche un Ordine regionale che ha pubblicato la procedura di sanzione avviata nei confronti degli inadempienti alla formazione.

Come si legge sul sito dell'Odg del veneto ad esempio, il Consiglio di disciplina territoriale (Cdt) ha inflitto la censura a 40 colleghi (di cui 5 professionisti e 35 pubblicisti) che all'epoca dell'accertamento, nel 2019, erano a zero crediti.

Conclusi i procedimenti disciplinari a carico di chi è a zero (i cosiddetti "zeristi"), il Cdt, si legge sul sito dell'Odg Veneto "provvederà a contestare il parziale mancato assolvimento dell’obbligo della formazione ai colleghi che risultano non aver conseguito la totalità dei crediti obbligatori nel triennio".

Certo, tanti colleghi potrebbero pensare che la sanzione non sia granché, dato che la censura infatti non ha effetti pratici per lo svolgimento della professione.

Attenzione però, perché prima o poi tutti i nodi potrebbero venire al pettine e, con i tempi della burocrazia, gli inadempienti potrebbero venire puniti molto più severamente.

La censura resta infatti annotata nel fascicolo personale di ciascun iscritto e, fanno sapere dall'Odg, "sarà tenuta in considerazione a conclusione di ogni triennio formativo: nel caso di reiterazione dell'inadempimento all’obbligo formativo, il giornalista già sanzionato rischia la sospensione dalla professione".

Quindi, per chi volesse mantenere l'iscrizione all'Albo come giornalista professionista o pubblicista, farebbe bene a mettersi in regola il prima possibile.

Come mettersi in regola con la formazione dei giornalisti?

Se hai letto fin qui probabilmente vuoi migliorare le tue competenze e la tua situazione professionale, oppure meno idealisticamente hai solo bisogno di crediti formativi per metterti in regola con la formazione dei giornalisti per evitare sanzioni.

Considera questo: oggi la formazione, che tu sia giornalista o no, non è più un'opzione, ma è diventata una necessità.

Non solo per mettersi in regola per mantenere il tesserino dell'Ordine dei giornalisti, ma soprattutto per rimanere competitivi nel mercato del lavoro, in un'epoca in cui le aziende editoriali, in genere, non navigano certo in buone acque.

Per questo da quando è nata la formazione di Primopiano, nel 2015, il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare a giornalisti e comunicatori i migliori strumenti e strategie per restare competitivi nel mercato del lavoro dove la concorrenza è sempre più alta e formarsi è diventata una scelta obbligatoria per continuare la propria professione.

La formazione è il miglior investimento che puoi fare su di te.

Se pensi che la formazione non serva a nulla forse è perché nella tua esperienza purtroppo non hai frequentato i corsi giusti.

A volte capita di scegliere corsi gratuiti, pensando di risparmiare, quando comunque si è investito del tempo in formazione che è servita solo a farci perdere tempo (che comunque è denaro, come dice il proverbio).

Per noi la formazione non deve essere solo un obbligo, ma uno strumento per migliorare la propria situazione professionale e, visto che anche le istituzioni puntano molto su questo, un modo per restare sempre aggiornati e competitivi.

Quello che contraddistinto i corsi di Primopiano è da sempre la qualità e l'utilità.

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